Un abbandono immeritato


Sono tornato a Vallone Rostagno, luogo ormai abbandonato da tempo. E’ un posto veramente molto bello, al fondo di una tortuosa stradina che si arrampica in una valle stretta e scoscesa. La borgata è in rovina ed al suo interno si trovano ancora dei particolari architettonici sopravvissuti al tempo di pregevole fattura. Posto sopra un poggio con dei bei prati attorno, ben esposta al sole e con un ottima vista, Vallone Rostagno meriterebbe di essere recuperata, così come la splendida chiesa che la precede di un centinaio di metri, anch’essa non più in uso e destinata ad un lento ed inesorabile degrado..

Vallone Rostagno - Chiesa
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2 pensieri su “Un abbandono immeritato”

  1. Buongiorno Alberico,
    vorrei raccontarle un sogno.
    Da piccola ho trascorso molte vacanze tra i monti, al seguito di un papà sciatore e camminatore che mi ha insegnato a raccogliere i funghi, a scovare i mirtilli, i lamponi e le more selvatiche, ad assaporare l’acqua fresca e limpida dei torrenti e a riconoscere il fischio dellle marmotte; mi ha insegnato, nelle sciate invernali e nelle camminate estive, a soffermarmi di tanto in tanto per osservare gli splendidi paesaggi della montagna, le cime maestose, la coltre di neve candida sui tetti dellle baite, gli alpeggi verdissimi e le mille sfumature dei fiori di prato… Mi ha insegnato a cogliere, dietro lo sguardo a volte un po’ rude e un po’ guardingo della vera gente di montagna, la semplicità di quei cuori buoni e di quelle menti schiette e sincere.
    Per questo, per me, la montagna ha il profumo del legno, della pietra, della neve e dei fiori; un profumo intenso, amico e sincero che ho coltivato nel mio cuore con il sogno di acquistare, un giorno, una baita in cui poter assaporare ancora più intensamente tutti questi profumi di cui sono innamorata…
    Purtroppo papà adesso non c’è più, ma mi lasciato la forza di volontà nel perseverare per realizzare quello che era il nostro sogno. Questo sogno si è avverato e si chiama Puy d’Amoun.
    La mia famiglia ed io saremo presto i nuovi proprietari dell’ultima baita della borgata, quella accanto ai signori Barra.
    Ho incontrato il suo sito per caso, cercando informazioni proprio sulla borgata Puy, dopo aver visto la baita ed essermene innamorata. Osservando le fotografie e leggendo il diario della “sua avventura in montagna”, ho sperato ancora più intensamente di poterla vivere anch’io la “mia avventura in montagna”… e ce l’ho fatta!
    Spero di incontrarla presto e… grazie, perchè è bello sapere che è rimasto ancora qualcuno che ama assaporare i profumi della montagna.

    Cristina Allasia

    1. Buongiorno Cristina.
      Abbiamo avuto padri con le stesse passioni. Anche se io, dei due figli, sono quello con il “piede marino” più che montano, la possibilità di vivere nella natura ed abbandonare il traffico ed il caos cittadino mi ha portato qui. E per ora sono sopravvissuto nonostante un inverno rigido ed infinito. Ora che è finalmente ricomparso il sole (al momento c’è un temporale, tanto per smentirmi) anche i dubbi e la lunga strada da percorrere tra sistemazione del giardino ed organizzazione della vita in solitario hanno un aspetto attraente.
      Aspetto di vedervi presto apparire all’orizzonte di questa borgata, tanto isolata quanto affascinante.
      Alberico.

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