Banda larga via satellite? Quasi..

A breve saranno disponibili due nuove opzioni per avere la banda larga in luoghi remoti attraverso il satellite. Ce lo spiega Wired in questo interessante articolo di Alessandro Longo.

La disfida dei satelliti banda larga

Nel 2011 l’extrema ratio della banda larga nel digital divide farà un grosso passo avanti: anche Eutelsat ha lanciato un satellite nuovo dedicato a internet veloce. Sfortuna ha voluto che si è lasciata soffiare di poco il palcoscenico dal precedentelancio di Hylas. Tuttavia quello di Eutelsat è un sistema più imponente, pari a 70 Gbps. La particolarità di entrambi è che utilizzano frequenze in banda ka e si appoggiano a stazioni terrestri collegate in fibra ottica. I servizi, che partiranno a febbraio (Avanti) e maggio (Eutelsat), attraverso una rete di partner, daranno 10/2 Mbps a 25 euro al mese. Detto così semprerebbe che il digital divide sarù del tutto debellato nel 2011, visto che le connessioni satellitari sono disponibili ovunque…Non è proprio così, però, visto che queste restano peggiori di Adsl, WiMax, Hiperlan per rapporto qualità/prezzo. Obbligano a costi elevati per attivazione e installazione; non sono verie flat banda larga, visto che dopo pochi GB mensili di traffico tagliano la velocità.

Insomma, il satellite resta l’ultima chance, quando non si è coperti da nessun’altra tecnologia banda larga…ma è una buona notizia che quest’ultima chance migliori, rispetto all’incubo che era fino a qualche anno fa. Chi si ricorda di Netsystem e poi di Alicesat, che erano monodirezionali e andavano affiancate a flat a 56K? Il prossimo passo avanti sarà una flat vera e propria, grazie a futuri satelliti che aggiungeranno nei cieli ulteriore banda larga.

La lunga marcia del WiFi (11)

Complice il bel tempo, ieri mattina sono salito fino a S. Anna per vedere se fossero “spuntate” nuove antenne per il WiFi, ma non ho notato nulla di nuovo sul traliccio. Quindi sono andato all’Ufficio Tecnico del Comune per domandare se, date le nuove antenne comparse sul campanile di Rore, fosse imminente l’attivazione del servizio.
Prima sorpresa: delle antenne a Rore l’Ufficio Tecnico non sapeva nulla!
Seconda sorpresa: a detta dell’Ufficio Tecnico, il Comune ha ricevuto una risposta negativa da Bbbell ma, non avendo seguito direttamente la questione mi ha indirizzato al Segretario Comunale che ha seguito la cosa direttamente.

Così, questa mattina mi sono recato nuovamente in Comune per chiedere alla Segreteria Generale come stessero le cose. E le cose, documenti alla mano, stanno così:
il giorno 1/12 è stata inviata la famosa lettera per posta ordinaria con termine per la risposta il 7/12. Naturalmente, data la celerità delle Poste Italiane, per di più nella vicinanza del Natale quando, come ben si sa, i tempi di consegna sono più lunghi del normale, la lettera è arrivata il giorno 7, dunque a poche ore dalla scadenza, rendendo di fatto impossibile una risposta nei termini indicati. Ciò nonostante Bbbell rispondeva via fax al Comune che avendo ricevuto solo quella mattina la lettera erano impossibilitati a rispondere nei termini richiesti.
Quindi la Segreteria Generale ha concluso (interpretando quanto scritto in modo estremamente restrittivo) che non vi era interesse a rispondere ed ha affidato il lavoro ad Informatica System.
Fantastico!
E’ stupefacente come si pensi di far passare per normali, comportamenti che anche se formalmente corretti, operativamente non lo sono affatto. Normalmente, se si danno dei tempi stretti, oltre ad utilizzare la posta (e di solito con Raccomandata AR, non con posta ordinaria) si spedisce anche un fax o una mail (che il Comune dovrebbe avere “certificata”) proprio per evitare problemi e dare modo agli interpellati di rispondere nei tempi richiesti.

La cosa divertente di tutto ciò è che i termini stretti per la risposta sono stati giustificati con il fatto che si voleva concludere tutto per Natale.
Ma come?!
E’ da fine settembre che la lettera dovrebbe essere partita. Si sono aspettati mesi per cosa? Per poter giustificare la richiesta di risposta in termini strettissimi?
Questo modo di agire ha solo due possibili cause:
La prima è inefficienza degli uffici preposti  e si commenta da se.
La seconda si chiama “gabola”. Ho malauguratamente frequentato troppi Uffici Acquisti nella mia vita per non rendermi conto che si è utilizzato un meccanismo che di fatto ha escluso uno dei potenziali fornitori. Per carità, non essendo formalmente una gara (perché non si sia fatta una gara, peraltro,  non è così chiaro) non si è infranta nessuna legge, almeno credo. O meglio, mi auguro.

Però, a questo punto, siccome a nessuno piace essere preso per i fondelli e questa storia sta andando avanti da troppo tempo, la domanda, che non ho più voglia di ammantare di eufemismi politically correct, è: cui prodest?

La lunga marcia del WiFi (10)

Mancano due settimane a Natale ed ancora non si sa nulla sulla disponibilità del servizio WiFi per i cittadini. Eravamo partiti, con la raccolta di firme, avendo l’obiettivo di permettere a tutti i cittadini del Comune di potersi connettere alla rete con velocità simili a quelle disponibili nelle grandi città. Come sapete sono state prese strade diverse da quelle tecnicamente più performanti e, se non cambieranno le politiche del fornitore, avremo un servizio che ci darà prestazioni che nel migliore dei casi possono essere paragonate a quelle che a Torino erano disponibili una decina di anni fa.
Il WiFi è nato come opportunità per le piccole comunità di battere il digital divide superando i limiti fisici ed economici del cablaggio in fibra ottica. Nelle città oggi si viaggia intorno ai 7-10 Mbit al secondo ed è previsto a breve di passare a 100 Mbit. E’ evidente che la scelta attuata a Sampeyre, considerata la disponibilità di banda ed i prezzi annunciati (2 Mbit per il contratto “top”), ormai più di 2 mesi fa, non può risolvere il problema. Tutt’al più possiamo chiamarlo “tacun”.

Ora, visto che sono state percorse strade diverse da quelle assicurate a parole (mi domando a che pro contare ripetutamente “balle”, col rischio di instillare cattivi pensieri) l’obiettivo, in un paese normale, sarebbe quello di attivare il servizio e di pubblicizzarne la disponibilità. O per lo meno illustrare lo stato dell’arte ed i tempi previsti per l’attivazione. Basterebbe emettere un comunicato in merito e pubblicarlo sul sito del Comune.  Capisco che per far ciò bisognerebbe saperlo usare, il sito. Però, spenderci un po’ di tempo ed imparare ad usarlo per quello che è, cioè uno strumento di informazione e comunicazione, perlomeno giustificherebbe la spesa della piattaforma affrontata a giugno invece di lasciarlo tristemente languire. Volendo essere pignoli, si potrebbe, con lo stesso metodo, rendere pubblico il famoso accordo del 2004 con la Comunità Montana..

Dunque compaiono antenne ma oltre a ciò nulla si muove. Il fornitore del servizio, tanto per fare un esempio, continua ad avere sul proprio sito un modulo di richiesta (lo stesso da mesi) in cui esiste una sola possibilità contrattuale, con caratteristiche diverse da quelle annunciate nella riunione in Comune. Anche il sito annunciato allora (bandablu.it), in cui dovevano esserci listini e informazioni per potersi abbonare, non è ancora online. Nel mondo della rete, una cosa simile non è considerata un buon segno…

Spero ancora in uno scatto di reni che consenta di “regalarsi” il collegamento per Natale, anche se i tempi tecnici sono ormai strettissimi.