Un futuro per Sampeyre


Arrivano le elezioni e, anche se tutti dicono di fregarsene, la fibrillazione si coglie nelle parole e nelle discussioni che animano i rari e canonici posti di ritrovo (giornali, colazione, aperitivo..).

Quello che da profano delle dinamiche del paese ho notato è che nel più tipico e deleterio stile italiano, le discussioni vertono su chi sta con chi e sulle possibilità che un candidato piuttosto che l’altro abbia successo. Non una parola su quello che ci si attende, su quali siano le prospettive che le due opzioni offrono, al di la di quelle personali.

Una cosa che ricorda molto la lotta tra clan, più che uno scontro di idee. Non molto diverso, con le dovute proporzioni e pur trattandosi di un contesto differente, dalla situazione libica dove si è sempre governato (e temo sempre si governerà) attraverso la fedeltà delle diverse tribù ad un capo, un rais, in cambio di concessioni e privilegi. Può benissimo essere che mi sbagli, ma l’impressione che ne ho ricavato è questa.

La colpa è anche dei candidati che quanto a comunicazione, almeno al momento, latitano. Cosa propongono? In cosa differiscono le due potenziali compagini. Quale visione hanno del futuro e come intendono perseguirla? Tutte domande che non hanno risposte. In un paese normale, come ama dire il Macchiavelli coi baffetti, ci si scontrerebbe sulle idee. Ma noi, siamo un paese normale?

Non credo di dire una cosa strana sostenendo che questa valle, e soprattutto questo Comune, hanno enormi potenzialità ed opportunità. Sta a noi, ai residenti, pungolare chi ci rappresenta a coglierle. Proviamo a pensare a come vorremmo che fosse il nostro paese in futuro. Chi ci abiterà? Come? Di quali servizi ha ed avrà bisogno? Verso che tipo di sviluppo si può pensare di andare?

Sono alcune delle domande che ognuno di noi, come cittadino, dovrebbe porsi e porre a chi ci amministrerà. Per poter proporre e discutere di piani sul medio e lungo termine, piuttosto che interventi spot dettati dalla situazione contingente, senza una rotta precisa.
Facciamolo.

Fatelo!

Advertisements

8 pensieri su “Un futuro per Sampeyre”

  1. mi hanno parlato di questo argomento e lo letto.cosa posso dire…..non avevo mai letto una lettera piu giusta di questa sono contento che almeno tu parli e dici la verita! ADESSO SPERIAMO DI CAMBIARE …………. BASTA RENATO mettiti sotto la cattedra di scuola e bon!

    1. Grazie Giovanni.
      Il fatto è che ad oggi, il personaggio non ha dimostrato di essere in grado di guardare più in la del suo naso. Sarà l’età, sarà la formazione, ma per quello che ho potuto vedere in due anni, con i suoi metodi il paese non può che continuare la sua lenta agonia.

  2. a me pare sbagliato dire che questa amministrazione non abbia avuto in questi anni una rotta precisa. A me pare ad esempio che il progetto Gestalp indichi una retta ben precisa e vada a parer mio verso l’unica possibilità che ha la montagna di salvarsi, ovvero creare uno sviluppo sostenibile e farlo con le risorse che la montagna offre; cosa che in altre zone delle Alpi succede… quante volte sentiam dire dalla gente della valle “bisogna far come in Trentino”. Non mi soffermo sul progetto perchè sicuramente lo conosci bene. Ecco io credo che il futuro della valle (non solo Samp.) si giochi su queste tematiche (non che il WiFi non sia importante), ed è propio per questo che ho trovato preoccupante che il candidato sindaco della lista 1 abbia ammesso in più occasioni (anche nell’ultimo incontro pubblico a Sampeyre) di non conoscere molto bene il progetto e di averne sentito parlare solo a grandi linee. Il progetto è gia in fase attuativa e non solo sulla carta, ma è ovviamente ancora molto lontano dalla sua realizzazione, visto che si tratterebbe di un vero e propio cambiamnento epocale di cui forse molti non si rendono ancora conto. La cosa che mi fa pensare è che all’interno della lista 1 ci sia anche come candidato consigliere il presidente della cooperativa dei propietari forestali da poco costituita. Immagino come si senta quando sente parlare il propio candidato sindaco dire di non conoscere questo progetto e addirittura mandare lettere allarmanti (sempre ovviamente in un’ottica di collaborazione e unione) e prive di fondamento perchè nulla hanno a che vedere con le finalità di tale progetto e mi auguro, ma anzi ne sono sicuro, il presidente dela cooperativa degli allevatori questo lo saprà sicuramente!
    Ritengo poi che propio per evitare le solite serate in cui ognuno suona le propie campane sarebbe stato opportuno fare un dibattito pubblico nel quale sarebbe emerso chiaramente qual’era la posizione delle due liste in merito a tematiche importanti, che ripeto stanno già coinvolgendo il nostro Comune. Si sarebbe anche evitato ad esempio di dire cose una sera e smentirle la sera dopo (come la rotonda alla Madonnina che ho scoperto nell’ultimo incontro di Samp. non rientra più nel programma della lista 1).
    Tralasciando il paragone con la Libia, mi chiedo perche Alberico tu non abbia pungolato le due liste durante le due serate, ed in particolare la lista 2, visto che la possibilità c’era o sono convinto sarebbe stata un’occasione di confronto, che a mio modo di vedere son sempre costruttive.
    saluti andrea marzanati

    1. Ciao Andrea.
      Benissimo, il progetto Gestalp è sicuramente una cosa interessante, con buone possibilità di riuscita e, se attuato, di grande impatto, ma attenzione: non facciamone una farina solo del sacco dell’Amministrazione. Per quel che conosco, mi pare che non sia un progetto nato in Comune, ma pensato e proposto da altri e fatto proprio in seguito. Cosa che, permettimi, ho potuto notare come una pratica ricorrente: “voi fate e poi ci mettiamo sopra il cappello”. Non è così?
      Il problema è, al di la del merito, anche e soprattutto di metodo.
      Il dibattito pubblico, ad esempio, sarebbe stata una ottima cosa, ma se una delle due parti rifiuta di farlo, cosa magari non condivisibile ma legittima, non si ricorre agli interventi surrettizi negli incontri dell’altra lista. Tu come la chiameresti questa cosa? Per me (e per molti sampeyresi) è una scorrettezza. Poi ognuno è libero di illustrarsi come vuole, ma certe cose squalificano chi le fa. E mi stupisce che non lo si sia capito.
      Infine, riguardo ai miei non-interventi, un motivo c’è. Prova a fare mente locale e ricordati come il Candidato della lista 2 ha risposto all’unica domanda che gli è stata posta. Ti ricordi? Sbaglio o abbiamo assistito ad un comportamento aggressivo? Benei, io non amo questo tipo di atteggiamenti. Se alle mie domande (che erano belle e pronte, preparate appositamente per la serata) fosse stato usato lo stesso tono nel rispondere, non sarei stato zitto a subire e la serata avrebbe potuto finire in rissa, per lo meno verbale. Ritengo di aver fatto la cosa giusta e di aver evitato di rovinare la presentazione alla lista 2 facendo casino. Anche questo è rispetto del prossimo, almeno io la vedo così.
      Le occasioni di incontro possono essere costruttive quando ci si mette tutti sullo stesso piano, non quando qualcuno ha la tendenza a salire in cattedra e trattare gli altri da poveri fessi. E’ sempre una questione di metodo, come vedi.
      Per finire, caro Andrea, In tutta sincerità ti dirò che il fatto che tu intervenga ora, alla vigilia del voto e su queste questioni, mentre per mesi non ti sia espresso sulla questione WiFi, in cui ponevo delle domande ben precise e circostanziate, potrebbe dare da pensare che i tuoi interventi siano un pochino opportunistici, non credi?
      Detto ciò spero comunque di rileggerti, anche post elezioni, perché io sono per il confronto e per il dialogo. Ad armi pari.
      Ciao. Alberico.

  3. ciao alberico;
    al progetto gestalp non ha messo il comune il cappello, ma lo studio è stato finanziato con un contributo della Regione Piemonte ottenuto dal omune. Poi sai benissimo che il comune e il Cericefas non sono due entità separate. il Ce.Ri.Ge.Fa.S è infatti nato nel 2003 promosso dall’Università degli Studi diTorino – Facoltà di Medicina Veterinaria e Provincia di Cuneo, con l’intervento della Comunità Montana e del Comune di Sampeyre. il Comune è quindi parte del Cerigefas. Credo poi che a prescindere da questo il compito di un Comune come Sampeyre sia quello di collaborare con una realtà come l’università; che poi idee e progetti arrivano da loro mi pare normale; l’importante è appoggiarli, se validi. Durante l’incontro con Sasia se ricordi Andrea Dematteis ha sottolineato di aver trovato in questi anni nel comune un ottimo interlocutore, cosa che non era propio così nei 5 anni precedenti (Sasia vicesindaco).
    Sull’altro progetto a cui ti riferisci, dicendo che il comune ha messo il cappello, è sicuramente il psr che la gente di Rore ha fatto in prima persona e poi il comune ha fatto propio, per poterlo presentare dato che non poteva che farlo lui in Regione. Tu saprai che invece in larga parte nel nostro Comune si continua a dire e ad accusare il Comune di averlo fatto solo a Rore e non ad esempio al Villar ; è colpa mia se Villar primo non aveva tutti i requisiti e secondo quelli del Villar non si son fatti un mazzo tanto per elaborare tutto il progetto? è una colpa di quelli di Rore questa cosa? Il comune poi ha sempre detto che questo non è stato un progetto del comune, ma della gente di Rore e che i meriti andavano solo a loro; non mi pare quindi abbia messo alcun cappello. Di una cosa son certo, con la passata amministrazione (Dadone Sasia) sicuramente presentare questo progetto per Rore non sarebbe stato possibile.
    Riguardo agli interventi, che non son stati secondo me surrettizzi, a cui tu fai riferimento la pensiamo diversamente perchè è scorretto secondo me accusare l’altra lista di cose che non esistono senza un contraddittorio, e poi non è possibile in 5-6 incontri pubblici cambiare più volte linea a seconda della gente presente. Non vedo nulla di male se le obiezioni sono fatte in modo civile e argomentate.
    Sui tuoi non interventi capisco la tua posizione, ma se l’intervento fosse stato trattato per bene (e tu l’avresti fatto sicuramente molto bene) e non fosse apparso come un attacco pretestuoso (cosa che l’altro intervento è stato) sono sicuro non sarebbe finita in rissa.
    Sul perchè non son intervenuto sul WiFi (sul blog si parla solo di quello!!!) è perchè io non faccio parte dell’amministrazione e le accuse che tu fai sono rivolte a loro e poi l’idea che mi son fatto è che tu abbia reagito così per un motivo molto semplice; ti sei interessato della cosa, volevi che il comune facesse riferimento a Bbbell, il comune ha contattato Infosys e questa cosa ti ha dato molto fastidio.
    Finisco dicendo che ovviamente sono intervenuto sul tuo blog perchè ci son le elezioni e perchè le discussioni precedenti non mi interessavabo granchè. Giovanni e Sasia non mi pare siano tuoi frequenti visitatori del blog e se mi permetti credo anche di aver motivato e argomentato (forse troppo) il mio intervento cosa che invece in altri non ho visto; ecco forse quelli si sono interventi un pò opportunistici, in particolare uno.
    saluti andrea marzanati

    1. Prendo atto della tua dettagliata spiegazione. Indipendentemente da chi amministrerà il paese, da parte mia il progetto Gestalp avrà sempre sostegno perché, da bravo tecnologo, ritengo nuove tecnologie e sfruttamento ecologico delle risorse, le due facce dello sviluppo sostenibile.
      Sulla questione Rore (in quanto qui si facciano delle cose) c’è poco da dire. Io e te possiamo avere idee differenti e non concordare su modi e priorità, ma credo che entrambi vorremmo vedere “andare avanti” il nostro territorio. Il fatto che a Rore ci sia una elevata concentrazione di gente che si tira su le maniche, anche se dal resto del comune è visto male, è invece la grande ricchezza del nostro paese. Sarà il tipo di “immigrazione” che c’è stato negli ultimi 30 anni, saranno altre cause, ma il fatto è che da noi il senso di “fatalismo” che si respira, ad esempio nel capoluogo, è molto minore.
      L’unica cosa che posso rimproverare ai miei compaesani, per quel che conta il mio pensiero, è quella di sottovalutare le potenzialità della rete nello sviluppo del territorio. E come dicevo poco sopra, questa è una delle due facce dello sviluppo che però non viene presa in considerazione. Lo so, sembra una cosa di parte in quanto operatore del settore, ma non lo è.
      L’idea che ti sei fatto della questione WiFi non è corretta e ti spiego il perché. Innanzitutto Bbbell Vs InfoSys. A me personalmente non frega nulla di chi mi fornisce il servizio. Basta che sia un servizio di qualità a prezzi accettabili. Io ho presentato Bbbell semplicemente perché la mia ex azienda a Torino e miei fornitori a Busca ed a Fossano utilizzano quel fornitore e ne sono soddisfatti. E sono tutte aziende che hanno bisogno di banda molto larga, proprio quello che a parole mi era stata sottolineata come priorità per Sampeyre. Le parole erano state: “a noi non interessa internet per i ragazzini che vanno su Facebook, ma deve servire alle aziende”. A fronte di questi desideri si è invece optato per un fornitore che non prevede (a prezzi concorrenziali) servizi di banda larga, ma larga per davvero. Eppure, bastava andare a Frassino e chiedere agli utenti come funzionava il servizio per sapere che non era proprio il meglio disponibile. Tieni presente anche il fatto che, a quanto ne so, Bbbell fornisce la banda ad InfoSys. Dunque c’era la possibilità di andare dal fornitore a monte ma non è stato fatto. Comunque sulla questione tecnica relativa alla cosa farò presto un post per essere chiaro e affrontare la questione da tutte le sue angolazioni.
      Capisco che tu intervenga perché ci sono di mezzo le elezioni. Meno perché non sia mai intervenuto sulla questione Wifi, visto che anche tu hai partecipato alla raccolta delle firme che ha dato il via al tutto. Mi domando anche perché tu difenda questa amministrazione solo durante le elezioni e non durante il suo mandato. Eppure sono le stesse persone (o quasi) no?
      Vedi, ci caschi anche tu. La comunicazione ed il dialogo si usano solo quando si pensa di trarne un qualche profitto, non quando ci si mette in gioco. Ma è normale, immagino. Sono riflessi condizionati che proprio lo scarso uso della rete porta. Solo che questo modo di fare e pensare è sempre più obsoleto e non essendo Sampeyre in mezzo ad una foresta del Borneo ma in Italia, Europa, Occidente, più o meno velocemente sono destinati ad estinguersi..
      Il nuovo avanza. O ci si adatta e si prova a gestirlo oppure se ne viene schiacciati. Forse sarebbe meglio non perdere altro tempo.

  4. condivido in gran parte..,io ho partecipato alla raccolta firme per far vedere che c’era un esigenza e un’utenza anche a Sampeyre interessata al servizio, per il resto non me ne può fregar di meno di chi fornisca il servizio. Tu sicuramente hai più esperienza e ne capisci più di tutti noi a riguardo, ma forse in alcuni casi hai sbagliato anche tu in alcuni tuoi comportamenti.
    Mi pare che tu veda questa sfida solo dalla lente del WiFi, senza andare oltre. Sei così sicuro ad esempio che la lista 1 appoggi e approvi il progetto Gestalp? Sei così sicuro che i candidati della lista 1 siano il nuovo che avanza?
    saluti andrea marzanati

  5. Sicuramente anche io ho sbagliato qualcosa, se no probabilmente non saremmo qui a discutere, d’altra parte non mi sono mai vantato di avere un buon carattere e posso capire che sia difficile avere a che fare con me. Ma nella mia ingenuità di internettaro (condivisione=sviluppo), io mi sono proposto come aiuto mettendo a disposizione la mia competenza, per il bene della comunità. Null’altro. Se poi c’erano motivi per rifiutare l’aiuto bastava dirlo. Non sono certo sbottato subito. Ho prima subito per un paio di volte comportamenti poco chiari, per non dire offensivi e poi ho reagito. Se questo dialogo che stiamo facendo ora noi, fosse stato fatto anche da chi di competenza nell’ultimo anno, probabilmente qualche cosa l’avremmo risolta.
    Sul fatto che io veda questa cosa solo dal lato WiFi, hai ragione. D’altra parte dopo due anni sto cominciando ora a capire un minimo dei “meccanismi” di Sampeyre e dunque cerco di “stare sul pezzo”, nel senso di parlare di quello che so (o che credo di sapere). Dunque non sono sicuro di nulla. Men che meno che la scelta tra lista 1 e lista 2 sia ottimale. L’optimum sarebbe una lista 3, anzi no, quella potenzialmente c’era, diciamo 4, quella che, per l’appunto, non c’è.
    Ciao. Alberico.
    PS. Volendo, sono abbastanza competente anche in altre cose, come ad esempio architettura, urbanistica o arredo urbano, ma vorrai mica aprire un altro capitolo? 🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...