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Nevicastra

Ok, siamo in montagna. Ok, non è più estate. Ma nevicare sulle piante con su ancora le foglie e con una neve così pesante, non è più una nevicata, ma una nevicastra. Il mio povero giardino ha subito un bombardamento. Un melo spaccato, il gazebo distrutto e le altre piante, tutte ancora fiorite, al momento sono sepolte e chissà…
Ma se il giardino soffre, la strada ha subito il bombardamento di piante crollate ed è bloccata (Bertu si sta sbattendo per liberarla) e un buon numero di alberi è spaccato quando non pericolosamente inclinato.
Poi a Natale ci saranno prati verdi… 😦

La strada che sale al Puy ieri sera
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Pino Pina cambia indirizzo

Piantato più di 10 anni fa ed a lungo restato immobile, il pino superstite dell’ultimo Natale passato con Nonna Pina negli ultimi due anni aveva deciso che era ora di crescere. E ci si era messo di impegno!

Raggiunta dunque l’altezza di 4 metri ed insistendo su un muretto a secco che necessiterà di un intervento urgente di ripristino, la scelta era tra lasciarlo crescere ancora un po’ con la prospettiva di tagliarlo tra qualche anno quando sarebbe diventato pericoloso per la casa, oppure trovargli una nuova dimora e provare a spostarcelo.
Naturalmente ho scelto la seconda soluzione.
Così questa mattina sono venuti Piero Giovanni e Paolo che, muniti di buona volontà ed un tirefort, hanno spostato Pino Pina più a monte.

Ora non resta che aspettare e sperare che il luogo gli piaccia..

Aggiornamento lavori

Dunque, cosa ho fatto in questi ultimi 20 giorni?
Ricapitoliamo.

Ho sistemato alla bell’e meglio i cerchioni rugginosi del Toyota. Grattaggio, due mani di ferox e due di vernice/antiruggine. Per puro caso il colore di quest’ultima è simile a quello della carrozzeria e sta benissimo. Lo so che durerà poco come lavoro, ma ero stufo di vedere ruggine.

Ripulito il giardino, tolto il velo da sposa alla Alberic Barbier ed al gelsomino che ha resistito all’inverno. Re invasati un oleandro e la Abraham d’Arby i cui vasi si erano rotti. Smontata la serra provvisoria sul secondo terrazzo. Sistemate Ballerina, Aloha e Stanwell Perpetua in giardino su un supporto realizzato con due tronchi di pero e una losa. Anche due oleandri bianchi sono scesi in giardino a contornare la porta di ingresso. I due aceri hanno resistito: uno perfettamente e sta mettendo le foglie, l’altro meno ed è solo parzialmente ripartito. Spero si tratti solo di un ritardo. Il limone selvatico è stato potato leggermente perché stava cominciando a crescere un po’ troppo. Il lauro ha patito le ultime gelate ed ha molte foglie “bruciate” dal freddo.
Sotto il melo di sx è cominciata la impari lotta con le ortiche: dato che l’unico mezzo per eliminarle è lo sradicamento e che le radici corrono per metri, non è un lavoretto leggero..

Puy - ingresso giardino

Intanto è finalmente online rore.it
Ho comiciato a strutturarlo e domani attendo quelli dell’Associazione per recuperare i primi contenuti da pubblicare e definire le linee guida da seguire. Non per vantarmi ma mi sembra che sia niente male.
Il 7 maggio inizierà una ricerca medico-sociologica. Rore è stata scelta in quanto caso atipico in termini di demografia nell’ambito dei paesi delle valli alpine. Tra le cose che verranno fatte, alcune interviste agli abitanti che spero proprio possano essere messe a disposizione del sito.

Nel frattempo il Pin ha innestato 3/4 piantine di melo con i butti che Mario aveva recuperato. E ieri Mario ha innestato 3 piantine di pero, oltre ad aver scovato tanti germogli di melo, la dove l’anno scorso sono cadute le mele delle mie gloriose piante. Bisognerà che le recuperi e le metta in vaso. Anche il futuro frutteto ha preso il via.

Dulcis in fundo, l’accatastamento della baita 2 è andato a buon fine. Incredibile come si sia obbligati a definire abitazione un rudere per motivi fiscali ed a dover dare una destinazione d’uso come “cucina” o “camera” a dei locali privi di qualsiasi servizio che stanno in piedi per miracolo e che non sono mai stati tali. Ed il tutto per cosa? Beh, è una semplicissima manovra  che fa parte della politica del “raschiamento del fondo del barile”, per recuperare 30 euro all’anno di gettito ma facendo spendere al contribuente per la pratica relativa 50 (cinquanta) volte tanto. Mah! Misteri del Mi(ni)stero delle Finanze. Caro Ministro, la prossima volta mi chiami, telefonata a mio carico. Se me ne chiedeva direttamente 60 avremmo fatto un affare in due..

Pota, pota!

Finalmente sole, la neve se ne va e mettiamo mano ai terreni ormai inselvatichiti che dovrebbero far parte del giardino di casa. Una volta, mezzo secolo fa, era un frutteto. C’erano prugne ciliegi meli e peri. Di tanta grazia restano due meli di diversa qualità che sfornano delle ottime mele rosse. Unico inconveniente vanno potati perché avere la frutta a 8 metri d’altezza non è il massimo per la raccolta. Operazione che potrebbe anche ucciderli. Ecco che grazie a Mario che ha preso i “butti” necessari ad innestare delle piantine selvatiche, ed a Pin che le innesterà procediamo al taglio con cuore un pochino più leggero.

Dunque con Piero Giovanni e Pier ci dedichiamo per 3 giorni a tagliare piante morte e ripulire dalle “runze” il terreno. Un lavoraccio in cui si evidenzia una volta di più che “non ci ho il fisico”!

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