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ValVaraita.net – Presentazione del progetto

Ricordate quanto ho rotto le scatole con la rete? E se fossimo al dunque? 🙂

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Sampeyre 2.0 – 5 – Comunicazione

Quello che affronterò ora è la parte più delicata da maneggiare perché tocca la parte più propriamente amministrativa. Inutile dire che quanto scrivo è proposto con spirito costruttivo, con l’intento di guardare avanti.

Stiamo assistendo ad una rivoluzione dal basso che ha come media internet. La comunicazione tradizionale ed istituzionale ha sempre meno presa sui cittadini che la vivono come distante. L’utilizzo di internet per democratizzare la società è un onda che si sta propagando anche in Europa. Di fronte ad uno scenario come quello che si sta affermando, le scelte di un amministrazione (non importa di che livello) non possono che andare nella stessa direzione, assecondando questa voglia di partecipazione, anzi utilizzandola, sfruttandone le energie e rendendola partecipe della gestione della cosa pubblica.

L’attuale situazione, come un po in tutta Italia, è abbastanza disarmante. Nulla però a cui non si possa porre rimedio.
Ci sono principalmente tre ambiti in cui operare:
Sito web del Comune
Comunicazione diretta
Implementazione di nuovi servizi

Sito web del Comune.
Il sito ufficiale del Comune dovrebbe avere una funzione principalmente di servizio. Partendo dal presupposto che l’attuale sito possa gestire tutto quanto serve, a mio parere andrebbe implementata la sezione relativa alla documentazione rendendola più facile da utilizzare, così come la ricerca dei documenti oggi carente. In pratica si tratta di rendere più facile per l’utente base utilizzare i servizi offerti. Sarebbe un discorso di design dell’interfaccia lungo da fare che rimando al momento in cui si dovesse metterci mano.
È però importante che chi si occupa dell’inserimento dei dati abbia un minimo di formazione. In primo luogo per potersi interfacciare correttamente con chi si occuperà del sito “turistico”, in seconda istanza perché è necessario conoscere un minimo le malizie necessarie ad evitare che le energie vengano disperse inutilmente.
Un piccolo esempio: le manifestazioni vengono pubblicate con giusto il titolo e la locandina, ottenendo così il risultato che i motori di ricerca non tengano conto dei contenuti (un immagine, niente testo) che quindi non compaiono nelle ricerche, ad esempio, di Google.

Comunicazione diretta
Una delle cose che si stanno imponendo nella cultura dei cittadini è la possibilità di conoscere quanto i propri amministratori fanno e conseguentemente la possibilità di influire sulle decisioni che vengono prese. Sicuramente le Amministrazioni si trovano di fronte a qualcosa che cambia i ruoli e modifica i comportamenti che si sono stratificati nel tempo. Dunque occorre saper comunicare con i cittadini, investendo in trasparenza, ottenendo in cambio chiarezza (basta con i “si dice” o i “pare che”), partecipazione e condivisione degli obiettivi. Dal mio punto di vista, politicamente parlando, questo è il miglior modo per ottenere un consenso allargato e pone le basi per il miglior sviluppo condiviso possibile.
Quali le strategie per raggiungere questi obiettivi?
Innanzi tutto un canale di comunicazione diretta con i cittadini. Sicuramente potrebbe essere un forum od un blog. Se il primo avrebbe la necessità di essere moderato da chiunque ne sia in grado, essendo un area di discussione a più voci, il secondo dovrebbe essere gestito direttamente dal Sindaco che ne avrebbe un luogo in cui poter dibattere le proposte, le idee e le soluzioni proposte alla/dalla cittadinanza.
Per aggiungere ulteriore trasparenza, sarebbe poi utile che quanto discusso nelle sedute in Comune fosse registrato e messo a disposizione. In pratica un canale audio/video in streaming con le dirette ed un podcast da cui sentire/vedere on demand. Sono cose realizzabili con investimenti economici minimi ma dalla grande ricaduta, anche mediatica.

Implementazione di nuovi servizi
Una volta assimilata questa nuova “cultura” saremo pronti per i passi successivi. Vi sono moltissimi ambiti in cui l’essere connessi può portare benefici. Dal controllo del territorio, alla sicurezza, alla sanità, tanto per fare tre esempi banali.
Teniamo presente che mentre noi inizieremo il cammino, ci saranno ulteriori innovazioni e disponibilità di servizi che oggi possiamo solo, forse, immaginare. Nello scenario fin qui prospettato sarà quindi compito della “politica allargata”, nel tempo, di indicare i nuovi servizi su cui investire.

Tutto quanto scritto richiede un cambio di approccio alle cose. Cioè quello che una volta veniva chiamato “cambio di paradigma”. Allora, agli albori di internet, veniva auspicato. Oggi che il mondo si è messo su quella strada da tempo non è più il caso di auspicare ma di rimboccarsi le maniche e mettersi al passo, cambiando sto benedetto paradigma.

Sampeyre 2.0 – 4 – Promozione

Fino ad ora abbiamo affrontato la questione in termini di servizio e abilitazione dei cittadini alla fruizione. Ma l’essere connessi è solo il primo passo, la base da cui partire.
Il passo seguente è l’utilizzo di questi servizi in termini di comunicazione, intesa come business e promozione.

L’immagine di un luogo, un azienda, una persona, corre ormai prevalentemente in rete. Così come le piccole aziende possono darsi un immagine più “forte” e fornire servizi più puntuali ed efficienti, anche Sampeyre potrebbe incrementare la propria presenza in rete per mettere in luce i propri punti di forza e stimolare la crescita.

Cosa ci vorrebbe?
Provo a fare un breve elenco:

  • Portale del Comune: averlo sempre aggiornatissimo e curato nei contenuti.
  • Creazione di un portale turistico gestito, a regime, da AC.
  • Gestione della comunicazione e promozione dei contenuti anche in ambito Social Network.
  • Stretta sinergia tra i punti 1, 2, 3, in modo che il tutto sia percepito come un unicum.

Si otterrebbe così una comunicazione coordinata, raggiungendo un utenza enormemente allargata rispetto ad oggi. Naturalmente la cosa richiede obbiettivi ed un piano dettagliato condiviso dai soggetti coinvolti in modo che sia possibile stabilire un budget ed una road map da seguire.
Solitamente, questo genere di progetti è utile suddividerlo in fasi successive. Infatti, il tracciamento possibile su internet permette dopo qualche mese di misurare quanto le azioni intraprese in termini di comunicazione abbiano avuto successo o meno, permettendo di correggere progressivamente la rotta.

Supponendo di partire a settembre/ottobre, si potrebbe essere on line a gennaio, avendo così qualche mese davanti per preparare la stagione estiva ed istruire quanti dovranno gestire il network.
Per gestire un network sono necessarie delle conoscenze che non possono essere apprese in tempi brevissimi. Ad un primo stadio di apprendimento di carattere tecnico, si sommano una serie di conoscenze che richiedono la sperimentazione diretta. È dunque impensabile far funzionare l’insieme senza una o più figure preparate ad hoc.
Una via potrebbe essere quella di commissionare ad un esperto del settore una sorta di tutorato (cosa che può essere realizzata anche via web con relativo risparmio sui costi) per la fase di startup, in modo da rendere pienamente operative le figure incaricate della gestione in tempi brevi.
Per accorciare ulteriormente i tempi sarebbe utile che queste figure avessero delle buone capacità di comunicazione (saper scrivere dei contenuti) ed una conoscenza discreta dell’uso di internet.

Azzardo un ipotesi: se Comune e Associazione Commercianti avessero un unico referente per gestire la comunicazione, si otterrebbero risultati ben coordinati e probabilmente un risparmio in termini di costi.

Sampeyre 2.0 – 1 – Introduzione

Ora che i giochi sono fatti e che Sampeyre ha deciso con ampia maggioranza di voltar pagina, mi permetto di formulare una proposta per il futuro del paese che lo svecchiamento della giunta dovrebbe rendere più percorribile rispetto a prima.
Innanzitutto vorrei precisare che per sua natura non si tratta di una idea che viene proposta “invece di” altre idee o programmi, ma è una leva di potenziamento di quanto si deciderà di fare.
Naturalmente sto parlando della rete e delle sue applicazioni.
A prescindere dalle leggi che prevedono la messa in rete degli enti statali e quindi il necessario potenziamento dei servizi offerti oggi dal sito del Comune, quello che manca in maniera drammatica è la comunicazione, intesa (anche) come promozione, usando gli strumenti che la rete mette a disposizione.
Fenomeni come Facebook ed altri social network, uniti alla grandissima diffusione di smartphone ed all’uso sempre più diffuso della rete, fanno si che una grande fetta di popolazione passi qualche ora del suo tempo ad informarsi od interagire su internet.
Se uniamo questo al fatto che la comunicazione attraverso la rete ha un costo estremamente più basso della comunicazione tradizionale, ecco che lo strumento è l’optimum per piccole comunità attraverso cui raggiungere tutti i potenziali “clienti” per promuovere le proprie eccellenze ed attività.

Ma cosa propongo, in pratica?
Per questioni di tempo, la stagione estiva è alle porte, le prime cose da fare sono a mio avviso tre:
– Il completamento della copertura del territorio comunale con il servizio WiFi per i residenti e la messa in funzione di hot spot (con un facile accesso) per i turisti ed i villeggianti.
– Intraprendere una forte comunicazione sulla disponibilità del WiFi avendo come target giovani e professionisti.
– Realizzazione di un portale turistico che agisca non solo come una vetrina delle attività e delle manifestazioni in programma ma come vero e proprio hub informativo (potrebbe essere gestito dalla Pro Loco e supportato dai Commercianti, ad esempio).

In un secondo tempo, una volta archiviata la stagione estiva, ritengo che potrebbe essere utile, oltre al potenziamento della presenza web, mettere in rete (in streaming e/o podcast) le sedute del Consiglio Comunale e realizzare un canale di comunicazione e confronto con i cittadini (forum o blog) in modo da evitare che quanto succede in paese venga percepito come “calato dall’alto”, dando modo all’Amministrazione di avere il polso della situazione in tempo reale.

Prima di allora potrebbe anche essere il caso di organizzare una serata pubblica sullo sviluppo digitale possibile e le sue implicazioni per realtà come la nostra. Credo che sia necessario a tutti un minimo di informazione su quanto intorno a noi stia cambiando il modo di relazionarsi e di comunicare e quanto questo apra nuove opportunità e prospettive per tutti noi, intesi come singoli e come comunità.
A questo andrà affiancata un azione di alfabetizzazione informatica per i cittadini in modo che nessuno si senta escluso e possa oltre ad usufruire dei servizi esistenti, proporre innovazioni e suggerimenti per nuovi servizi (penso, ad esempio, all’assistenza sanitaria a distanza che per il nostro territorio considerata la dispersione territoriale e l’età di molti cittadini, sarebbe una cosa molto utile).

Questi sono solo i primi piccoli passi che ritengo sarebbero da affrontare subito, per non perdere un altro anno inutilmente. Se ci sarà interesse da parte di chi di dovere, sono a disposizione per studiare un piano ad hoc, anche coinvolgendo le competenze di quanti sono stati miei collaboratori negli ultimi anni.

PS: Ormai molti anni fa, la società per cui lavoravo partecipò al primo cablaggio di una valle con il WiFi, la Valle Belbo. Qualche mese dopo venni a Sampeyre per parlarne con il Primo Cittadino (indovinate un po chi era?) ma l’interesse fu zero. Allora non immaginavo che sarei venuto ad abitare qui e che avrei dovuto ricominciare a rompere le scatole con internet. Si vede che era proprio destino.

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