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La lunga marcia del WiFi (11)

Complice il bel tempo, ieri mattina sono salito fino a S. Anna per vedere se fossero “spuntate” nuove antenne per il WiFi, ma non ho notato nulla di nuovo sul traliccio. Quindi sono andato all’Ufficio Tecnico del Comune per domandare se, date le nuove antenne comparse sul campanile di Rore, fosse imminente l’attivazione del servizio.
Prima sorpresa: delle antenne a Rore l’Ufficio Tecnico non sapeva nulla!
Seconda sorpresa: a detta dell’Ufficio Tecnico, il Comune ha ricevuto una risposta negativa da Bbbell ma, non avendo seguito direttamente la questione mi ha indirizzato al Segretario Comunale che ha seguito la cosa direttamente.

Così, questa mattina mi sono recato nuovamente in Comune per chiedere alla Segreteria Generale come stessero le cose. E le cose, documenti alla mano, stanno così:
il giorno 1/12 è stata inviata la famosa lettera per posta ordinaria con termine per la risposta il 7/12. Naturalmente, data la celerità delle Poste Italiane, per di più nella vicinanza del Natale quando, come ben si sa, i tempi di consegna sono più lunghi del normale, la lettera è arrivata il giorno 7, dunque a poche ore dalla scadenza, rendendo di fatto impossibile una risposta nei termini indicati. Ciò nonostante Bbbell rispondeva via fax al Comune che avendo ricevuto solo quella mattina la lettera erano impossibilitati a rispondere nei termini richiesti.
Quindi la Segreteria Generale ha concluso (interpretando quanto scritto in modo estremamente restrittivo) che non vi era interesse a rispondere ed ha affidato il lavoro ad Informatica System.
Fantastico!
E’ stupefacente come si pensi di far passare per normali, comportamenti che anche se formalmente corretti, operativamente non lo sono affatto. Normalmente, se si danno dei tempi stretti, oltre ad utilizzare la posta (e di solito con Raccomandata AR, non con posta ordinaria) si spedisce anche un fax o una mail (che il Comune dovrebbe avere “certificata”) proprio per evitare problemi e dare modo agli interpellati di rispondere nei tempi richiesti.

La cosa divertente di tutto ciò è che i termini stretti per la risposta sono stati giustificati con il fatto che si voleva concludere tutto per Natale.
Ma come?!
E’ da fine settembre che la lettera dovrebbe essere partita. Si sono aspettati mesi per cosa? Per poter giustificare la richiesta di risposta in termini strettissimi?
Questo modo di agire ha solo due possibili cause:
La prima è inefficienza degli uffici preposti  e si commenta da se.
La seconda si chiama “gabola”. Ho malauguratamente frequentato troppi Uffici Acquisti nella mia vita per non rendermi conto che si è utilizzato un meccanismo che di fatto ha escluso uno dei potenziali fornitori. Per carità, non essendo formalmente una gara (perché non si sia fatta una gara, peraltro,  non è così chiaro) non si è infranta nessuna legge, almeno credo. O meglio, mi auguro.

Però, a questo punto, siccome a nessuno piace essere preso per i fondelli e questa storia sta andando avanti da troppo tempo, la domanda, che non ho più voglia di ammantare di eufemismi politically correct, è: cui prodest?