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Misteri potabili 2

Sono passati pochi giorni dal post precedente, in cui ponevo delle domande sulla gestione della potabilità idrica del Puy, ed ecco che una prima indiretta risposta è arrivata da parte dell’Aigo.

Giovedì infatti gli incaricati della Società hanno effettuato la pulitura della vasca che fornisce l’acqua alle abitazioni della borgata. Dopo aver fatto correre l’acqua e pulito i filtri dei rubinetti la situazione sembra tornata nella regola. Dico “sembra” perché se contestualmente al ripristino dell’erogazione dell’acqua sono anche spariti i biglietti di avviso (vedi immagine qui sopra) relativi, altrettanto non si può dire di quelli che riguardano l’Ordinanza di non potabilità che continua a tappezzare la borgata.

A questo punto resta un dubbio: l’Ordinanza del Comune è ancora valida? Dobbiamo aspettare i risultati di una nuova analisi? Ci sarà un segnale di cessato allarme? Insomma, possiamo bere l’acqua o no?

Immagino ci sarà una terza puntata…

Misteri potabili

Ci risiamo. Puntuale come un orologio taiwanese ecco arrivare l’ordinanza del Comune che ci obbliga a bollire l’acqua, in quanto inquinata. Il che fa sorgere qualche domanda da porre al gestore delle acque ed allo stesso Comune.
Ci si chiede infatti come sia possibile che tutte le estati a metà luglio l’acqua diventi non potabile, con una puntualità sconcertante.
Già gli anni passati era successo e quando la situazione si era ristabilita, ormai in autunno, lo si era venuto a sapere dopo essersi personalmente informati presso il gestore, il quale aveva informato del cessato pericolo il Comune che a sua volta però non aveva comunicato nulla ai residenti.
Ci sono poi altri punti oscuri. L’analisi è stata effettuata sull’acqua del Puy inferiore che, notoriamente, è connesso ad uno dei due acquedotti che passano per il Puy Superiore, ma l’ordinanza riguarda tutta l’acqua del Puy superiore. Dunque l’acqua non analizzata, quella della seconda fonte, è stata dichiarata non potabile per supposizione? O il gestore è all’oscuro della sua esistenza?
E ancora: qualcuno dei villeggianti ha portato l’acqua del Puy a casa in bottiglia e l’ha conservata ma, dopo 3 settimane le bottiglie erano diventate verdi. E questo non ora, ma quando l’acqua in questione era considerata potabile. Dunque verrebbe da pensare che queste ordinanze, a fronte di un acqua probabilmente non sempre limpida, vengano emesse d’estate per togliersi la responsabilità nel momento di massimo afflusso di villeggianti. Oppure che le analisi vengano fatte solo in questo periodo con buona pace della salute dei residenti nei mesi “non turistici”.
Una bella serie di dubbi e domande che speriamo trovino una risposta puntuale ed attendibile.
Nel frattempo gli imbottigliatori di acqua minerale ringraziano.