La lunga marcia (zoppa) del WiFi (6)

Riassunto della inopinata piega che ha preso la “questione WiFi” negli ultimi giorni

Nel precedente post avevo anticipato che mi sarei mosso per cercare di avere un approccio alla fornitura del servizio che fosse più trasparente e lineare, sempre con lo scopo finale di avere un servizio con le massime prestazioni possibili. La scelta di privilegiare le migliori prestazioni rispetto a qualsiasi altra considerazione è dettata dalla mia esperienza pluriennale come utente di linee a banda larga di vario genere, che evidenzia come la banda larga non basti mai. Infatti una volta abituatisi ad una certa velocità ed all’utilizzo dei servizi che questa permette (e avviene molto più velocemente di quanto uno si aspetterebbe), ci si accorge che si potrebbero utilizzarne altri per cui quella banda non basta più. E’ il mondo dei servizi che amplia costantemente e velocemente la propria offerta che fa si che, per evitare di ritrovarsi azzoppati dopo poco tempo, sia necessario attrezzarsi per lo sviluppo presente e futuro cercando di cavalcare l’onda piuttosto che farsi trainare in seguito.

Fino ad oggi il nostro Comune ha agito su questo fronte non agendo.

Avevo accennato alla convenzione per il WiFi in valle stipulato dalla Comunità Montana. Bene, quella convenzione è stata firmata nel 2004, cioè ben 6 anni fa. Ora ci si domanda come sia possibile che ci sia voluto tutto questo tempo ed una raccolta di firme per far smuovere le cose. D’altra parte la situazione in cui versava il sito internet del Comune fino a questa primavera potrebbe spiegare qualcosa. Come del resto quella del nuovo sito che è per la maggior parte delle sezioni vuoto e, dove qualche contenuto c’è, questo si limita all’inserimento di un manifestino cartaceo..
Vale a dire che se manca la cultura specifica, i risultati di qualsiasi azione intrapresa nel settore, finiscono per essere degli azzardi mal realizzati.

Ma torniamo al WiFi.

Dopo la riunione in cui, pur in assenza di documentazione e preventivo è stato deciso di dare il via libera per l’installazione del trasmettitore sul tetto del Comune, avevo fatto presente (domenica 26) a Vittorio Fino ed a Mauro Marzanati che sarebbe stato corretto rinviare di qualche giorno l’installazione e chiedere un preventivo sulla base di specifiche comuni alle due aziende coinvolte, offrendomi di compilare la richiesta entro la mattina seguente in modo da poter essere inviata al più presto dagli uffici del Comune. Se da Parte di Vittorio Fino ottenevo un assenso, così non era da parte di Mauro Marzanati, il, quale assentiva sull’invio della richiesta ma non sul rinvio dell’installazione. Sconcertante. Anche perché le due cose, a rigor di logica, sono in antitesi. Da quando in qua prima si fa fare il lavoro e poi si chiede un preventivo?

Confidando nel buon senso, ho comunque preparato la richiesta che ho spedito via mail al comune e consegnata brevi manu a Mauro Marzanati in forma cartacea lunedì 27 settembre. La richiesta la trovate qui.
Alla richiesta allegavo alcune note a margine, a difesa delle motivazioni che stanno alla base della raccolta di firme. Potete leggerle qui di seguito.

..”Alcune doverose note a margine.

In considerazione dell’impegno profuso in questi mesi e per rispetto di quanti hanno firmato la petizione da cui è partito tutto, mi corre l’obbligo di fare alcune puntualizzazioni.

Nell’ultima riunione prima dell’estate si era rimasti intesi che avremmo sentito il primo fornitore (Bbbell) dopo la prima metà di settembre per avere una offerta formale e questo non è avvenuto. Si è preferito ascoltare le parole del secondo fornitore (Info-Sys) e decidere senza avere in mano nulla, non un preventivo, non un documento che non fosse un foglio stampato che riportava una parziale lista di tariffe. In pratica, si è operato con poca trasparenza. Poca trasparenza che è apparsa eclatante nel momento in cui, prima ancora che la riunione finisse (e ricordo che doveva essere una riunione conoscitiva, al pari di quella di luglio con Bbbell) venivano già confermata la data per l’installazione dell’antenna sul tetto del Comune di lì a cinque giorni. In pratica ci si è trovati di fronte al fatto compiuto, ad una decisione evidentemente già presa prima ancora che la riunione iniziasse.

Peraltro, il fatto che si tratti (per il solo Comune) di una fornitura gratuita (al proposito, sarebbe interessante poter prendere visione dell’accordo con la Comunità Montana), non giustifica l’improvvisa fretta di concludere, specie dopo che si è trascinata la cosa per mesi. Normalmente, in una qualsiasi azienda, in un caso del genere si prova ad ottenere un rilancio da parte degli altri fornitori, non ci si accontenta della prima offerta. Ricordo infatti che le (poche) tariffe esposte per i cittadini non sono poi così competitive, sia a livello di prezzi che di prestazioni e personalmente, avendo raccolto le firme dei cittadini, che bontà loro si sono fidati dell’ultimo arrivato, è della qualità dei loro contratti che mi preoccupo e della quale mi sento responsabile.

Quando le firme sono state raccolte, lo scopo era quello di ottenere una fornitura per tutti i cittadini, non per il Comune, che d’altra parte non sembrava ne sentisse la necessità. Infatti pur avendo da parecchio tempo (dalla stipula dell’accordo con la Comunità Montana) la possibilità di ottenere questo servizio non ne aveva mai fatto richiesta prima d’ora. Come del resto non era intenzione del Comune fornire un servizio pubblico di WiFi. Ora ci troviamo alla vigilia dall’avere la situazione opposta allo scopo iniziale.

Con questo, non è detto che la scelta operata debba per forza rivelarsi errata, ma non aver approfondito la questione fino in fondo e secondo una logica commerciale, può portare a situazioni difficilmente correggibili in seconda battuta.

Il mio parere è che si debba rimandare qualsiasi intervento fino al momento in cui non saranno sul tavolo due proposte commerciali articolate come sopra sulla cui base prendere le decisioni del caso (e dopo una ulteriore contrattazione sui punti che ne necessitassero). Solo così saremo ragionevolmente sicuri di operare una scelta corretta e soprattutto, mi spiace doverlo rimarcare, trasparente.

Cordialmente.  “

Naturalmente, nel frattempo, l’antenna è stata montata ed il silenzio è piombato sulla questione. Chissà che fine ha fatto la richiesta di preventivo. Sarà stata spedita? E poi? Una volta che ci saranno dei preventivi, se per caso la cifra di chi ha già installato l’antenna fosse più elevata cosa si fa? La si abbatte?
Bah!
Pensavo che in una comunità ristretta il buon senso fosse moneta corrente. Evidentemente mi sbagliavo..

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La lunga marcia del WiFi (5)

Venerdì 24 si è finalmente tenuto in Comune l’incontro con Infornatica System per la sua proposta di collegamento wifi del Comune. Forte del suo accordo con la Comunità Montana per collegare tutti i Comuni (attenzione, i Comuni intesi come Municipio e scuole) e nonostante i contratti per i clienti residenziali non siano proprio il massimo in termini di prestazioni, hanno ricevuto un frettoloso ok ad andare avanti da parte dei presenti. La cosa “preoccupante” è che improvvisamente i tempi sono diventati brevissimi. In teoria già mercoledì 29 settembre si dovrebbe procedere con l’installazione del trasmettitore per l’hot spot sul tetto del Comune.

Ora, a bocce ferme e dopo aver fatto un po’ di ricerche in rete, mi sorgono una serie di dubbi e problematiche.

Tempi. L’accordo con la Comunità Montana esiste da tempo e tecnicamente Informatica System avrebbe potuto portare il servizio ben prima di oggi. Come mai si sono fatti vivi solo nel momento in cui un altra azienda aveva colto l’opportunità?

Prestazioni. Da informazioni assunte è perlomeno dubbio che la banda minima garantita (così come esposta nella riunione) possa essere effettivamente erogata. E non è certo una quantità esorbitante, anzi.

Documentazione. La differenza tra quanto esposto tramite un foglio stampato e quanto comunicato sia  sul sito che a specifica domanda di informazioni via mail per quanto riguarda prestazioni e prezzi. Anche il fatto che si sia creato un nuovo brand (bandablu.it – al momento non ancora disponibile online) per questo servizio, da adito a dubbi. Il listino prezzi che ci è stato esposto, se può essere competitivo dal punto di vista dei contratti di basso livello, non riportava alcun prezzo per contratti al di sopra dei 3 MB e l’unico, comunicato a voce, di 85€ per una 5 MB è decisamente fuori prezzo.
Non ho visto, al di la di quei tre prezzi esposti, alcun documento che desse dei parametri, dei termini del servizio, ne altro.

Logistica. Il fatto che a S.Anna ci sia posto per una sola installazione, dunque qualora il servizio si rivelasse non all’altezza, non sarebbe possibile concederne l’uso ad un eventuale fornitore alternativo.

Eticamente mi sento responsabile della qualità del servizio che verrà erogato. E se questo vale per il Comune che si è appoggiato alle mie (non immense) competenze, a maggior ragione vale per i cittadini a cui ho chiesto le firme per ottenere il servizio.

Dunque, per evitare di commettere passi falsi, ritengo che al Comune, prima di dare il via libera, convenga richiedere un preventivo scritto ad ambedue le società coinvolte, comprendente oltre alle modalità di erogazione, anche tariffe, tempi di realizzazione e tipo di contratti proposti, in modo da poter fare un raffronto il più possibile obiettivo prima di prendere una decisione. Ed è in questa direzione che ho intenzione di muovermi.